Quando il completamento della Fascia di Rispetto di Pra’ diventa una richiesta al ribasso

Maurizio Barberis 

Lettori della nostra testata ci segnalano, sbigottiti ed increduli, la comparsa sui social di alcuni post in cui si richiede, come compensazione territoriale per il completamento della Fascia di Rispetto fino al Rio San Giuliano, semplicemente: «una ciclopedonale, alcuni alberi».
Una richiesta che, se accettata, creerebbe una cesura definitiva tra:
la parte sviluppata fino al Parco Dapelo (molto bella e ben strutturata);
la sezione successiva fino al Rio San Giuliano (decisamente meno curata e priva di visione).
Il tutto, purtroppo, a danno del territorio praese. Dopo diversi decenni di attesa, una proposta del genere appare oggettivamente riduttiva.
Inoltre, chi si occupa di politica e tutela del territorio dovrebbe ricordare una regola fondamentale: “Se chiedi poco, otterrai poco, spesso anche meno“.

​Ben diversa è la visione contenuta nel Progetto PINQUA, in cui è confluito il concept work di “Ridiamo il Mare a Pra’-Palmaro”, seppure simbolicamente, promosso dalla FondAzione PrimA’Vera.
L’obiettivo di quel progetto è ambizioso e concreto: restituire spazi, visibilità al tratto di litorale Praese di ponente sacrificato per le esigenze infrastrutturali del Porto di Pra’, delle ferrovie e dell’autostrada.

 

​A seguire, l’articolo completo di Alessio Ponte del 15 agosto 2025 pubblicato su SuPra’Tutto

Riqualificazioni fantastiche e dove trovarle.

Il tavolo tecnico Pra’lmarium, tra partecipazione civica e pandemia per Ridare il Mare a Pra’-Palmaro

Alessio Ponte – Come nella migliore tradizione della saga di J.K. Rowling, a volte c’è chi, subentrando ad un cambio di amministrazione, sembra portare con sé un nuovo incantesimo, una bacchetta diversa e un Ministero della Magia tutto da rifondare. Peccato che, nel mondo reale, non basti l’“Accio Consenso!” o il “Reparo Partecipazione!” per recuperare progetti, sforzi e visioni condivise costruiti con fatica nei mandati precedenti. Il risultato? Il nuovo insediato si illude di poter apparire come l’eroe prescelto, pronto a scoprire soluzioni miracolose…mentre spesso si ritrova a ripercorrere da zero tutto il processo, ignorando volutamente che basterebbe – con un po’ di sano pragmatismo – riutilizzare quanto di buono è già stato fatto, magari aggiornandolo, migliorandolo (la perfezione non è di questo mondo) e portandolo finalmente a termine. Questa è la situazione che da un po’ di giorni si registra sui vari gruppi social local in relazione al Progetto PINQUA in cui è confluito il concept work di “Ridiamo il Mare a Pra’-Palmaro”, promosso da FondAzione PrimA’Vera già dal 2019 (dopo la raccolta di 1200 firme consegnate all’allora Sindaco Marco Doria e riprendendo concetti già espressi e bozzetti elaborati e diffusi a mezzo stampa da “Il Praino” dal 2008) con l’obiettivo ambizioso di ridare il mare (seppur simbolicamente) a Pra’-Palmaro, volendo fortemente la restituzione di spazi, visibilità e vivibilità al sestiere che storicamente ha è stato sacrificato di più alle esigenze infrastrutturali del porto di Pra’, delle ferrovie e dell’autostrada, e che non era stato interessato dal Progetto POR Pra’ Marina. Per farlo, la FondAzione PrimA’vera ha ideato e promosso il tavolo tecnico Pra’lmarium, un organismo di confronto e progettazione che ha messo insieme competenze, esperienze e visioni differenti. La sua composizione ha visto fianco a fianco esperti urbanisti, ingegneri e architetti dell’Università di Genova, rappresentanti delle istituzioni locali e municipali, membri del mondo associativo e della cittadinanza attiva locale, referenti delle aziende strategiche coinvolte nelle trasformazioni territoriali. Tutto questo, va detto, perseverando anche durante in un contesto politico complesso, con Iil Municipio VII guidato dalla Giunta di Centrosinistra dell’allora presidente Claudio Chiarotti in continuo ed aperto conflitto con l’amministrazione comunale del sindaco Marco Bucci, situazione nella quale la FondAzione ha svolto delicata opera di neutralità, equilibrio, mediazione, spinta.

Certo, non si è raggiunto tutti, ma si è coinvolto molti. E in quei “molti” c’erano le radici di un percorso virtuoso, successivamente portato avanti con costanza e caparbietà dalla Giunta Municipale presieduta da Guido Barbazza, dal 2022 a pochi mesi fa, che andrebbe semmai potenziato, non sminuito. Oggi, con la città tornata sotto una guida interamente di centro-sinistra, si fatica a comprendere la corsa a rifare tutto da capo, quasi fosse necessario azzerare il passato per legittimare il presente. Si invocano mancati percorsi partecipativi, si dichiarano “assenze di ascolto”, quando invece un articolato processo partecipativo c’è stato, eccome. È stato costruito anche in condizioni di emergenza, in piena pandemia, tra limitazioni sanitarie, eventi digitali e l’ormai celebre esperimento “phygital” dell’inverno 2020, un incontro ibrido tra fisico e virtuale che ha permesso di mantenere vivo il dibattito e la condivisione delle idee nonostante l’emergenza della pandemia Covid. Surreale anche il fatto che ai molteplici incontri del “Pra’lmarium” sia stato sempre invitato, e spesso abbia partecipato, come comprovato da registrazioni video e rapporti scritti, anche l’allora presidente del Municipio Claudio Chiarotti, della stessa “colorazione politica” di chi ora vorrebbe ricominciare tutto daccapo. Alla fine del percorso del tavolo tecnico Pra’lmarium fu consegnato nelle mani del Comune il concept book “Ridiamo il Mare a Pra’-Palmaro”, qui allegato e scaricabile, un documento di visione, frutto di idee condivise, spunti tecnici e proposte emerse dal dialogo e dalla condivisione continue e diffuse; non un esercizio teorico, ma un canovaccio utile per orientare le scelte progettuali concrete e di dettaglio, poi confluito nella proposta del Comune di Genova al bando PINQUA, risultata poi vincente. Il risultato più importante ottenuto anche grazie e soprattutto alla FondAzione PRimA’vera non fu solo il progetto in sè ma anche l’aver concentrato l’attenzione di tutta l’amministrazione locale e centrale della città sulla delegazione di Pra’ e in particolare sul territorio del suo sestiere di Palmaro, costruendo probabilmente l’unico progetto concreto e dettagliato di riqualificazione di Pra’-Palmaro mai visto dall’avvento del Porto di Pra’ e dalla realizzazione delle infrastrutture di accesso ad esso collegate. 

Dopo tutto questo lavoro, vogliamo davvero ricominciare daccapo? Ha davvero senso gettare tutto alle ortiche in nome del patronimico sul progetto? La risposta ovviamente è e deve essere “No!”

Il nuovo presidente del Municipio Matteo Frulio ha ora una grande occasione: sfruttare il lavoro fatto dalla FondAzione PRimA’vera e dall’amministrazione municipale presieduta precedentemente da Guido Barbazza, coinvolgendoli in un percorso virtuoso per andare avanti, insieme, per riqualificare il litorale di Pra’-Palmaro. Non farlo non coinciderebbe certo con la necessità dei cittadini di fatti concreti, veloci, di qualità.

 

 

 

 

 

 

 

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