Pra’ e le sue trasformazioni: tappa finale dei Pellegrinaggi Metropolitani  

Maria Luisa Decotto  

 

Venerdì 9 ottobre 2026 a Pra’ ultima tappa dei “Pellegrinaggi Metropolitani”, un progetto ideato e diretto da Sergio Maifredi, una produzione del Teatro Pubblico Ligure.

L’appuntamento era al CTE di Pra’, Casa delle Tecnologie Emergenti – Opificio Digitale Praese, per poi successivamente spostarsi lungo il Canale di Calma e infine concludere con lo spettacolo di Paolo Rossi “La maga Circe- Canto X, Odissea di un canto mediterraneo”, presso le Serre del Basilico di  Pra’ in Salita Ascherio.

Scopo di questi Pellegrinaggi è osservare e meditare le trasformazioni dei nostri territori riscoprendo le “perle” che conservano e valorizzandole.

Partire dal passato per comprendere il presente e progettare il futuro.

Conduttore dell’evento il giornalista e scrittore Massimo Minella, che ha regalato ai numerosi partecipanti (platea al completo) un interessante e simpatico condensato della storia di Pra’. Sergio Maifredi ha sottolineato che la scelta di  Pra’ come meta dei Pellegrinaggi Metropolitani è nata dalla collaborazione con Guido Barbazza che, da Presidente del Municipio VII Ponente (Pegli-Pra’-Voltri) gli aveva indicato luoghi iconici antichi e nuovi, come l’antica Chiesa di S.Pietro, che ha recentemente ospitato come “Pellegrinaggio” un bellissimo concerto della Big Band Colombi, e le Serre sul Mare, connubio tra passato e presente.

Un connubio che si ripete anche nel nome dell’Opificio Digitale, anche questo nato su suggerimento di Barbazza.

Una realtà innovativa che si è dimostrata una felice intuizione visto il successo che riscuote presso le scuole e i cittadini che partecipano ai numerosi eventi e laboratori, illustrati dal direttore di Job Centre Claudio Oliva.

Proprio l’unione dei due nomi, Opificio,  che richiama il passato, e Digitale, che indica il presente e il futuro, è la sintesi e il significato dei Pellegrinaggi Metropolitani. Pra’ costituisce un perfetto esempio di trasformazione: da “Prata” centro politico dell’antica civiltà pre-romana, a operosa sede di cantieri navali e opifici, a località di villeggiatura come testimoniano le numerose ville, a borgo balneare e oggi sede del più importante porto container “gateway” d’Italia.

Una trasformazione che fortunatamente è stata orientata dai cittadini, che nei decenni hanno agito sulle Istituzioni, per cercare un equilibrio tra la qualità di vita e le attività portuali.

Qui è entrato in scena il dottor Giuseppe Canepa, Praino d.o.c., ex direttore tecnico di Autorità di Sistema Portuale, che ha ricordato i principali che problemi affrontati negli anni per cercare una buona convivenza tra Porto e città: elettrificazione delle banchine, mitigazione dei rumori, controllo dei fumi, aumento delle aree verdi, come la Passeggiata delle Antiche Repubbliche Marinare – Parco delle Dune, una realizzazione davvero innovativa,  e quanto ancora rimane da completare e realizzare, come la prosecuzione della passeggiata lungo il tratto di  levante della piattaforma portuale e il ponte di collegamento tra le due sponde del canale di calma. Pra’ è stata ed è tuttora un paradigma. Ne costituisce un esempio il rapporto con l’acqua, con il mare, che per tutti i liguri rivieraschi è una necessità imprescindibile e che a Pra’ si è cercato di mantenere il più possibile. Anche la Vecchia Stazione di Pra’, ospite oggi della CTE, rappresenta un esempio di trasformazione e nuovo utilizzo. Inaugurata nel lontano 1856, come ha ricordato Guido Barbazza, è stata utilizzata da migliaia di “bagnanti” che giungevano da ogni dove proprio per andare al mare; dismessa nel 2006, oggi ha una nuova vita e vede centinaia di persone che ne utilizzano gli spazi reali e quelli virtuali. Dopo l’incontro i numerosi partecipanti si sono trasferiti lungo le passeggiate “Spiaggia di Pra’” e “Cantieri Navali Praesi” che costeggiano il Canale di Calma di Pra’ per vedere dal vero alcune delle trasformazioni. Poi è stato il momento del teatro, delle parole e della musica, il momento di Paolo Rossi e di Emanuele Dell’Aquila, il momento della magia, quella della maga Circe e quella delle Serre sul Mare, in un mare di piantine verdi e profumate, un mare antico e nuovo.

Antico il basilico e nuove le tecnologie per coltivare questo oro verde, orgoglio di Pra’.

1 Comment

  1. Che bella iniziativa e come l hai illustrata bene ML….certo Pra è ricca di storia e trasformazioni , ma i suoi abitanti e soggetti sociali hanno creato una sinergia di forze e valori che giustamente, l ing.Barbazza ha sempre valorizzato.

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