Maurizio Barberis
Giovanni Pescio è un praese DOC: nato e cresciuto a Prà, vi ha abitato fino al 2022 – per molti anni in piazza Amatore Sciesa, nel cuore del quartiere – prima di trasferirsi a poco distante, ad Arenzano. Il suo legame con il territorio resta fortissimo, anche perché i genitori vivono tuttora all’angolo tra via Cordanieri e via Prà. E la famiglia Pescio è ben nota in zona: il padre, Gian Stefano, è stato per lungo tempo lo storico medico di famiglia del quartiere, fino al pensionamento nel 2014.
Laureato in Economia, sposato e padre di due figli, Giovanni ha coltivato per anni la passione per la regia e il cinema, scrivendo e dirigendo cortometraggi premiati in diversi festival. Ma la sua vera folgorazione per il genere giallo affonda le radici nell’infanzia.
Lettore vorace di maestri dell’enigma come Agatha Christie, Rex Stout e John Dickson Carr, a soli dodici anni – subito dopo aver letto La sagra del delitto – Giovanni iniziò a inventare vere e proprie “cacce all’assassino” per gli amici. Creava l’ambientazione, i sospettati e la pista di indizi. Alla fine, i compagni di gioco dovevano indovinare l’assassino, il movente e, soprattutto, spiegare la dinamica del delitto. Una di quelle avventure adolescenziali si intitolava L’assassinio di John Charlton.
Oltre trentacinque anni dopo, proprio da quel vecchio spunto giovanile è nato Il caso di Esher, il suo primo romanzo, appena pubblicato nella collana crime “Profile” di Edizioni Leucotea.
La storia dietro al libro ha un che di curioso: quando ha iniziato a scrivere, Giovanni non aveva più i vecchi appunti. Ricordava però il cuore dell’enigma e vi ha ricostruito attorno una trama del tutto nuova, ricca di sfumature, relazioni e indagini complesse. Solo a manoscritto terminato, riordinando nella casa al mare dei genitori, ha ritovato i fogli originali dell’epoca: pagine ingiallite, stampate con una nostalgica stampante a 24 aghi. Su uno degli ultimi fogli figuravano ancora le tre domande rituali rivolte agli amici: Assassino? Movente? Come ha fatto?
Ambientato nell’Inghilterra del 1931, Il caso di Esher è un classico giallo “fair play”, dove lettore e investigatore dispongono delle stesse informazioni per giungere alla verità.
Tutto ha inizio con un delitto all’apparenza impossibile: John Charlton, un uomo d’affari londinese, si trova nel salotto di una villa a Esher, nel Surrey, e punta un fucile da caccia contro il padrone di casa, Richard Graves. Dall’esterno, il capostazione Edmund Bell osserva la scena attraverso un’ampia vetrata. Un istante dopo, Charlton crolla a terra, trafitto alle spalle da un pugnale. Eppure Graves gli era di fronte e non ha visto nessuno, così come il testimone dall’esterno.
A condurre le indagini è l’ispettore capo Arthur Sinclair, un poliziotto metodico e pragmatico. Il suo segreto? Concentrarsi sui dettagli e sui gesti: «Bisogna guardare le mani, perché le facce mentono meglio».
Con una scrittura moderna, dialoghi incalzanti e scene ritmate, Giovanni Pescio riesce a far rivivere il fascino del giallo classico a enigma senza cadere nell’effetto nostalgia, trasformando la lettura in una vera e propria sfida intellettuale.
Disponibile in libreria e online dal 14 ottobre 2026, Il caso di Esher segna il debutto narrativo di Giovanni e il primo capitolo delle avventure dell’ispettore Sinclair. Non vi resta che mettervi alla prova: riuscirete a risolvere il mistero prima dell’investigatore?

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