Maurizio Barberis
Il più importante intervento di mitigazione dell’impatto ambientale del Porto di Pra’ ancora mancante è sicuramente quello che andrà ad interessare il litorale di ponente della Delegazione, tra il torrente Branega e il rio San Giuliano. L’unico vero progetto concettuale, con valutazioni tecniche e urbanistiche, viste in pianta e in rendering grafico fin’ora disponibile è quello realizzato dalla FondAzione PRimA’vera nel 2020, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Chimica e Civile (DICCA) dell’Università di Genova, con il Comune di Genova, RFI e Autorità di Sistema Portuale. Il progetto, lungo lo sviluppo della passeggiata ciclo-pedonale prevede una “lama d’acqua”, cioè un canale di profondità limitata (1,5 metri) ad ampiezza variabile (max 9 metri) e sinuosa, con acqua di mare. Negli ultimi tempi taluni hanno messo in discussione proprio la lama d’acqua, dichiarando di accontentarsi di “panchine e qualche albero”. Premesso che questo tipo di approccio, invece della massima qualità che gli ideatori del progetto di sono prefissati denota un masochistico gioco al ribasso che non solo non aggiunge valore ma, detraendolo, arreca danni alla Comunità di Pra’, che ha bisogno di ben altro, abbiamo chiesto un approfondimento sul tema all’ingegner Guido Barbazza,
già Presidente del Municipio VII Ponente, che della “Lama d’acqua” è ideatore e promotore: <<La “lama d’acqua”, soluzione che ho visto adottata con successo in diverse città in occasione dei miei frequenti viaggi di lavoro, ad esempio a Losanna, in Svizzera, per quanto riguarda il litorale di ponente di Pra’ è stata presa in considerazione ed inserita nel progetto per 3 motivi:
1) Visto che nel tratto di litorale oggetto dell’intervento si trovava il mare è importante, anche simbolicamente, dopo tanti decenni di invasività portuale, riportarcelo, in un modo o nell’altro, conferendo allo stesso tempo qualità estetica, dinamicità e originalità alla passeggiata.
2) La lama d’acqua è prevista essere alimentata con acqua di mare, prelevata tramite pompe e tubazioni davanti alla foce del rio San Giuliano, immessa nell’estremità ovest del canale e scaricata “a stramazzo” alla foce del torrente Branega, generando così un flusso continuo di acqua di mare pulita e ossigenata nella parte del canale di calma di Pra’ che ne ha più bisogno, quella dell’estremità di ponente. La lama non conterrebbe quindi stagnante acqua dolce, ma acqua di mare pulita continuamente in circolo, con benefici effetti sul mantenimento della sua pulizia/salubrità e sul rinfrescamento delle aree circostanti che, specie in questi tempi di riscaldamento globale dell’atmosfera, in estate sarebbe sicuramente cosa molto apprezzata dai cittadini.
3) Le superfici acquee della lama, che possono anche essere interrotte a tratti, ma avrebbero uno sviluppo lineare complessivo di ben 850 metri, verrebbero a costituire una palestra ideale per praticare lo sport del kayak e della canoa in una modalità originale, comoda e sicura, in particolare per gli allievi più giovani, come se si trovassero in un torrente. Lungo lo sviluppo dell’acqua potrebbero essere posizionate rastrelliere per le scuole di canoa, e gli allievi potrebbero imparare le varie tecniche in una situazione di assoluta sicurezza, sotto il controllo e in vicinanza dei propri istruttori, come ad esempio si fa con gli esercizi preliminari in piscina per chi frequenta i corsi per subacquei. La lama d’acqua potrebbe anche essere utilizzata per prove e gare di modellismo navale dinamico>>.
Quindi il concetto della lama d’acqua recepisce e risolve tre tematiche: estetica & identità, tutela dell’ambiente & confort urbano, sport. Ecco tre validi motivi per realizzarla, la Lama d’acqua.


Più che d’accordo. Realizzazione che riqualificherebbe in parte l’area e si allinerebbe al nuovo waterfront realizzato alla Fiera del Mare zona Foce.
La lama d acqua serpeggiante nell area portuale è indiscutibile; porterebbe innovazione , frescura e movimento, anziché il ferro rovente dei container….creerebbe un micro clima in estate ed avrebbe una ricaduta d impatto sull opera. Mai accontentarsi di 2 alberi e panchine! La Fondazione sin dai primi progetti in concerto con la Unige ha inserito questo importante elemento di caratterizzazione,.e lo spostamento a mare dei binari.entrambe le cose sono indispensabili per la mini fascia di Pra’ Palmaro.