Federico Diomeda
Attraversare Pra’ in automobile cercando di rispettare scrupolosamente i limiti di velocità sta diventando un vero e proprio esercizio di destrezza. Il motivo è una segnaletica stradale discontinua che rischia di generare più confusione che sicurezza
Analizzando il percorso da levante a ponente si notano diverse anomalie. Partendo dalla rotonda del Mortaio non si incontra alcun cartello con l’indicazione del limite di velocità fino a dopo il semaforo di fronte all’Incoop, all’altezza del passaggio pedonale per la stazione. È solo in prossimità della fermata dell’autobus che compare improvvisamente un cartello che impone i 30 km/h. Dopodiché, il nulla: non è presente alcun segnale di ripristino del limite ordinario dei 50 km/h previsto nei centri abitati.
In base al Codice della Strada, in assenza di un segnale esplicito di fine limite, una prescrizione cessa la sua validità dopo il primo incrocio o la prima rotonda successiva, poiché chi si immette da una strada laterale non potrebbe conoscere il limite precedente. Che il tratto a 30 km/h sia terminato si deduce infatti poco più avanti, visto che l’autovelox all’altezza dell’Ekom è tarato sui 50 km/h.
Di fronte a questa situazione sorgono spontanei diversi interrogativi. Ci si chiede che senso abbiano limiti a 30 km/h mantenuti per pochissimi metri: se l’obiettivo è tutelare snodi critici, concentrare il limite su tratti così brevi rischia solo di costringere a frenate brusche per poi riaccelerare subito dopo, creando potenziale pericolo anziché prevenzione. Emerge poi la forte necessità di una segnaletica chiara, con cartelli espliciti di ripristino dei 50 km/h invece di costringere chi guida a dedurre la velocità consentita conteggiando le intersezioni. Infine, a scanso di equivoci e per evitare la percezione di inutili trappole sanzionatorie, ogni postazione di controllo della velocità dovrebbe sempre essere preceduta da un’indicazione chiarissima del limite massimo consentito in quel preciso punto
La sicurezza stradale passa prima di tutto attraverso la chiarezza: guidare con l’ansia di non sapere quale sia il limite vigente non aiuta la prevenzione.

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