Pra’, l’Area Pianacci si colora con la street art di Pao: quando la bellezza diventa partecipazione

Maurizio Barberis

I muri possono dividere, oppure possono accogliere, raccontare e ispirare. È il caso dell’Area Pianacci a Pra’, che da questo fine settimana ospita una nuova opera d’arte urbana: un murale vibrante di colori, leggerezza e vitalità firmato da Paolo Bordino, in arte Pao, uno dei nomi più noti del panorama street art italiano.
L’opera segna la conclusione di “Caleidoscopio della Partecipazione”, un progetto sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Scuola di Politica”.
Più che un semplice intervento estetico, il murale è il frutto di un percorso collettivo basato sull’ascolto dei giovani e delle realtà locali. Il quartiere ha scelto deliberatamente di non legarsi a un tema rigido o a uno slogan esplicito, preferendo affidarsi al linguaggio ironico e immediato di Pao (supportato come sempre da Laura Pasquazzo) per trasmettere concetti universali: gioia, energia e speranza. In un territorio troppo spesso raccontato solo attraverso le sue criticità, un’esplosione di colore diventa così un manifesto politico e sociale silenzioso ma potentissimo.
L’arrivo di Pao non è un episodio isolato, ma si inserisce in una strategia culturale lungimirante. Dal 2010 l’Area Pianacci investe sull’arte urbana come strumento di aggregazione e identità. Una scommessa che ha toccato il suo apice nel 2020 con l’apertura in via Novella dei primi muri di libera espressione di Genova: centinaia di metri dove i writer possono sperimentare legalmente la propria creatività.
Con questa nuova opera, Pao si unisce alla collezione permanente del Pianacci, che già vanta firme del calibro di:
Weik e Mr Wany
Enrico Macchiavello
Drina, GiulioGol e Web 3
In linea con la natura fluida della street art, il parco murales continua a evolversi: storici lavori (come quelli della BDS Crew e di Asker) lasciano oggi spazio a nuove visioni, in un ricambio generazionale che rinnova il paesaggio senza cancellarne la memoria
Un nuovo murale ha il potere di ridefinire lo spazio pubblico. Restituisce orgoglio ai residenti, innesca dialoghi tra passanti e modifica la percezione che il quartiere ha di se stesso. Il lavoro di Pao dimostra, ancora una volta, come a volte basti un sorriso dipinto su una parete per ricordare che il cambiamento di un luogo passa anche – e soprattutto – attraverso la bellezza e la partecipazione collettiva.

 

 

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