Porto di Pra’, assemblea luci e ombre

Maria Luisa Decotto

Mercoledì 17 giugno, nella Sala della Parrocchia di N.S del Soccorso e San Rocco in Pra’ , si è svolta un’assemblea pubblica organizzata dal Coordinamento dei Comitati del Ponente per discutere sulla paventata ipotesi dell’ampliamento del Porto di Pra’. Erano stati invitati tutti gli Enti e le Istituzioni coinvolte, compresi Autorità di Sistema Portuale e PSA Genova-Pra’, che però non si sono presentati. Una serata che ha mostrato luci e ombre. Partiamo dalle luci. La partecipazione dei cittadini ha dimostrato che tutti i Praesi, dal Castelluccio al Rio San Giuliano sono preoccupati da queste notizie e lo sono anche i cittadini delle località limitrofe, nonché i Comitati della Rete, venuti a offrire il loro sostegno. La posizione dei Comitati è chiara: si chiede trasparenza, chiarezza e coinvolgimento. Nessuna decisione deve essere calata dall’alto. Il Municipio e il Comune sono <<contrari a qualsiasi ipotesi di nuovi riempimenti>>, come hanno dichiarato il Vice Sindaco Alessandro Terrile e il Presidente del Municipio Matteo Frulio . Il Vice Sindaco ha anche voluto puntualizzare che <<ogni volta che si tratta di affrontare un tema che riguarda questo territorio è indispensabile ricordare da dove si è partiti, da una località balneare, Pra’, che ha già dovuto rinunciare al suo mare e quindi non deve essere gravata da ulteriori pesi>>. L’Assessore regionale Alessio Piana, anche lui presente, ha dichiarato che <<comunque prima di affrontare qualsivoglia ipotesi di ampliamento si dovranno portare a compimento tutte le opere di mitigazione a Pra’ che ancora mancano>>. Il giornalista Andrea Moizo, esperto di portualità, ha ricordato come l’andamento dei traffici portuali unito ai grandi spazi ancora da utilizzare in pieno non giustifica nessuna ricerca di nuove aree e lo stesso PSA Genova-Pra’, pur assente, ha affidato uno scritto al moderatore, il giornalista Marco Preve, in cui chiarisce che << gli accordi di Singapore riguardano soltanto una migliore organizzazione e automazione da attuarsi negli spazi esistenti>>. Le ombre sono innanzitutto la pesante assenza di Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, il paventato spostamento del Sech da Genova a Pra’ e il fantasma dell’attuale Piano Regolatore Portuale, risalente al 2001, quello presentato a Primocanale, non proprio una sede istituzionale, un piano che a suo tempo era stato di fatto “respinto” dall’allora Sindaco Giuseppe Pericu , nella parte riguardante il Bacino Portuale di Pra’, e tramite delibere comunali e regionali subordinato a nove vincoli tuttora validi. Vincoli che per il Comune lo rendono tutt’ora inattuabile mentre per la Regione questo vincolo non è così categorico. E’ pur vero che un altro fantasma aleggia sul PRP del 2001 ed è la famosa Variante VP5bis inconcepibilmente approvata dal Municipio VII Ponente nel 2006, legata ad una ipotesi di traghetti per l’Africa, che prevedeva un’espansione verso ponente e che il territorio dichiarò irricevibile e rimasta per fortuna lettera morta ( per approfondimento segue articolo: Porto di Pra’: praesi occhio alla fregatura del 07 aprile 2026 )

Circa l’ipotesi di spostamento del Sech e l’idea di trasferire al Porto di Pra’ i relativi traffici, anche se questo non dovesse prevedere altri riempimenti sarebbe comunque ulteriore incremento dei disagi. Esistono comunque altre soluzioni che Autorita Portuale può esplorare e secondo il Vice Sindaco non sarebbe corretto far a pagare a Pra’ questa compensazione di spazi. Verso la fine è emersa un’altra criticità: il ritardo da parte di RFI nello spostamento a mare dei binari tra il Branega e il Rio San Giuliano, che sono la condizione necessaria e indispensabile per proseguire la passeggiata ciclopedonale litoranea lungo tutto il litorale praese di ponente. Grande sconcerto generale. Per ciò il Vice Sindaco si è preso l’impegno di <<verificare con le ferrovie i tempi necessari per poi riferire ai cittadini nel mese di settembre>>. Gli interventi dei presenti hanno evidenziato molto bene le difficoltà che rendono problematica la convivenza tra porto e città, una convivenza che deve migliorare anche con un impegno finanziario da parte di coloro che dal Porto di Pra’ traggono profitto e dovrebbero farsi carico della manutenzione delle aree verdi che sono una mitigazione indispensabile dell’impatto portuale e che attualmente gravano sulle casse comunali, cioè sui cittadini stessi.

PORTO DI PRA’: PRAESI OCCHIO ALLA FREGATURA 

Maurizio Barberis

Da qualche giorno, e per l’ennesima volta negli ultimi decenni, è ricominciato il “tam-tam” di voci e prese di posizione sull’ipotetico ampliamento del Porto di Pra’. Oltre ai contrari a tutto a prescindere, da una parte c’è chi si erge a difensore del limite invalicabile a ponente del Rio San Giuliano (confine tra Pra’ e Voltri) e dall’altra chi rassicura che sì, assolutamente, gli allargamenti ed espansioni non andranno oltre quella linea di demarcazione. Gli interventi sul Porto di Pra’ di cui tanto si è parlato e sembra si parli nuovamente interesserebbero solo ed esclusivamente il litorale storico di Pra’, territorio che ancora, dopo oltre cinquant’anni, aspetta il completamento al livello minimo delle necessarie ed indispensabili opere di mitigazione dell’impatto portuale. Attenzione quindi a chi potrebbe spacciare come un successo la non espansione oltre il San Giuliano: quello è un concetto scontato, nessuno sarebbe così folle da proporre, ai nostri tempi, la distruzione della spiaggia di Voltri come scriteriatamente fu per la spiaggia di Pra’. Quindi, discutere di quello, e magari anche di generiche “compensazioni per il territorio”, come già accaduto in passato, addirittura per zone che non sono impattate dal porto, potrebbe però essere uno stratagemma per lanciare cortine fumogene, confondere, dividere e distogliere l’attenzione dall’unico argomento sul quale si dovrebbe discutere e da quello che si dovrebbe fare, subito, di giusto e indispensabile per i cittadini, una volta per tutte, come saggiamente raccomandato dall’Ingegner Guido Barbazza in occasione della sua recente intervista a TeleNord: il completamento della riqualificazione e della schermatura del litorale di Pra’, dal Castelluccio al San Giuliano e il risarcimento dei danni subiti dai praesi per l’infrastruttura portuale esistente. Utile ricordare, ad imperitura memoria, che il 25 maggio 2006 il Consiglio della Circoscrizione VII Ponente (Pegli-Pra’-Voltri, poi Municipio VII Ponente) riunito al palazzo Municipale di Voltri, espresse parere favorevole (Argomento n. CCXLIII, Deliberazione 115) al “Piano Regolatore Portuale – Schema di variante relativa all’ambito VP5 bis”, che prevedeva riempimenti non trascurabili di fronte al litorale praese di ponente, naturalmente senza oltrepassare il Rio San Giuliano, per la creazione di un terminal traghetti (che avrebbe portato migliaia di camion e autovetture aggiuntive in transito attraverso lo svincolo autostradale portuale di Pra’) a fronte di interventi di riqualificazione del litorale a Pra’ praticamente inesistenti, e attenzione invece ad altre zone e tematiche del territorio municipale.

Quindi, praesi, occhio alla fregatura !

 

 

 

 

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