Giuseppe Bruzzone
Domenica 14 giugno 2026 ore 10,30 nel sestiere di Pra’- Palmaro sulle alture sopra il campo di calcio del Branega si svolgerà la cerimonia di intitolazione dei giardini di via Stassano alla staffetta partigiana Virginia Pagliazzo.
E’ la seconda intitolazione dopo quella dei giardini di via Durante a Francesco Sacco, partita da una proposta del VII Municipio nell’ ultima riunione della giunta retta dal Presidente Guido Barbazza, e approvata il 17 Aprile 2025 dalla Commissione Comunale per la Toponomastica Cittadina. Francesco Sacco presa la strada della montagna divenne commissario politico della Brigata ‘Buranello’ operante nell’entroterra genovese, contribiuì con altri resistenti praesi alla formazione di un gruppo S.A.P (Squadre di Azione Patriottica) locale. Il 15 luglio 1944 si costituì la 334ª Brigata. Est S.A.P. operante a Pra’ formata da: 4 distaccamenti (Est, Centrale, Ovest e Nord), un distaccamento ausiliario, due gruppi di armieri e 6 staffette. Del gruppo delle 6 staffette, una sarà Virginia Pagliazzo. Il gruppo delle staffette era composto da 6 donne: Virginia Pagliazzo ‘Nadia’ anni 24 – Vittorina Adaglio ‘Mara’ anni 21 – Vera Parodi ‘Olga’ anni 16 – Vincenzina Bozzo ‘Claudia’ anni 18 – Vignolo Antonietta ‘Tonia’ anni 16 – Tina Bertolotto ‘Alba’ anni 16. Nella squadra nonostante la sua giovane età, era la più anziana con soli 24 anni ! Costituiva il gruppo di staffette del quartiere di Sapello, insieme a Antonietta Vignolo e a Vittorina Adaglio che la contattò e introdusse nella brigata partigiana. Assumerà il nome di battaglia di ‘Nadia’. Il ruolo era molto pericoloso come le sue compagne, Virginia Pagliazzo era incaricata del trasporto di documenti, armi e di tutto quel che necessitava al comando. Accompagnava in montagna, insieme al comandante di brigata gli antifascisti che non potevano operare più in città, perchè braccati dai nazifascisti.
Le staffette partigiane erano infaticabili macinavano chilometri su chilometri, erano i fili invisibili che collegavano i gruppi partigiani con le città. Colei che veniva catturata nel ruolo non aveva scampo: sevizie, torture e poi fucilazione o deportazione su di un carro bestiame verso Ravensbruck, campo di concentramento per sole donne.
Nel dopoguerra, abbandonerà il lavoro nel momento in cui si sposerà per svolgere il ruolo di casalinga. Muore il 18 aprile 2018.
Domenica sarà assegnato lo spazio verde a Virginia Pagliazzo, un riconoscimento dedicato anche a tutte le donne che, con coraggio e abnegazione, hanno supportato attivamente la resistenza durante il secondo conflitto mondiale, sarà ricordata con le sue compagne praesi e migliaia di donne che svolsero un ruolo chiave partecipando alla Resistenza italiana. A una staffetta di Campomorone ‘Alice’ Felicita Noli, fucilata l’ 8 agosto 1944 a soli trentotto anni, proprio a Campomorone, suo paese fu intestata una Brigata femminile delle S.A.P. cittadine, che operava nelle Valli Polcevera e Bisagno, una Brigata di 160 donne diretta da loro stesse.
Unica Brigata femminile in Italia.
In Italia, secondo i dati raccolti dall’Anpi, le partigiane combattenti furono 35 mila, e 70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della Donna; 4653 di loro furono arrestate e torturate, oltre 2750 vennero deportate in Germania, 2812 fucilate o impiccate, 1070 caddero in combattimento, nel dopoguerra, 19 vennero decorate di Medaglia d’oro al Valor Militare.
Domenica 14 alla cerimonia parteciperanno: Arianna Cesarone Vice Presidente Provinciale Anpi
Rita Bruzzone Assessore Comune di Genova
Mario Odicino figlio di Virginia Pagliazzo Simona Cosso Oratrice Ufficiale
Presidente I Municipio



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