Giuseppe Bruzzone
Nel levante praese a Lunghaelo (Lungarello) parallela a via Pra’ c’è la via più lunga della delegazione: via Gerolamo Ratto con diverse vie laterali tra cui via Roana. Collega via Ratto a via Pra’ attraverso un voltino. Davanti ad esso prima dei lavori di riqualificazione c’ era la ferrovia con un piccolo passaggio a livello; passato il quale… si era sulla spiaggia pronti a fare il bagno.
La via è stata per diversi anni l’ area dei miei giochi e di tanti amici che vivevano in zona. Nel pomeriggio dopo aver svolto i compiti o già in vacanza ci ritrovavamo lì; il punto di incontro era davanti al voltino, e sull’angolo dell’ unico negozio quello del macellaio Franco, il nostro ‘angelo di quartiere’.
Avevamo a disposizione per ristorarci una verde fontanella in ghisa adiacente al ‘totem’: un manufatto di cemento, un contrafforte della casa del voltino a forma triangolare largo un metro e alto più di quattro metri, era il nostro punto di raccolta: a noi serviva anche per la “prova di iniziazione”. Come in tutti i gruppi per essere accettati si doveva passare una prova: scalare il triangolo, un’ impresa non facile per un ragazzino di 8-9 anni; in pratica si saliva carpioni come un gatto, dopo diversi tentativi si arrivava a toccare il muro in alto, era fatta! Gli applausi dei compagni decretavano l’ ammissione al gruppo.
Eravamo padroni di un immenso parco giochi molto esteso diciamo a ‘geometria variabile’, un gruppo come i “Ragazzi della via Paal”; ero insieme ad Aldo, Loris, Dino, Piero, Mauro, Piero Sicanio, Paolo, Niclo mio compagno delle elementari, Tullo, Agostino e i futuri calciatori della Pra’ Folgore Giuseppe, Luigi e Pinuccio. Quota rosa (poche) Misia,Donatella, Marina e Mabel, non giocavamo assieme, eravamo separati: loro erano con bambole passeggini e pentolini… femminucce!
Avevamo a disposizione due campi stretti e lunghi; uno tra il muraglione che divide via Pra’ dai tre palazzi anni ‘50’ da poco con le facciate rifatte ,e uno in mezzo tra le case, la strada di accesso al garage-officina di Riccu (Enrico) e Luigi il papà e lo zio di Mauro, lì giocavamo a calcio praticando la tecnica della sponda dei muri e saracinesche, con gioia degli abitanti e del papà della cugina Rosalia quando il pallone lo tiravamo nel suo bel giardino (lo è tuttora). Poi il campo di riserva: passato il voltino attraversata la strada e la ferrovia giocavamo al pallone in spiaggia con Agostino davanti alle barche della sua famiglia di pescatori; quella dei Cinaddi.
Finite le partite ci trovavamo dalla fontana: uno, due sorsi e tutti a casa
in estate lo stesso, di ritorno dalla spiaggia la fontanella ci aspettava pronta a dissetarci mentre ci toglievamo il salino e pulivamo le ciabatte infradito o le traforate dalla sabbia.
In via Roana verso le cinque del pomeriggio dai poggioli le mamme ci chiamavano alla merenda col lancio di panini all’olio o zucchero, incartati in sacchetti da forno, non si doveva farlo cadere a terra, chi sbagliava la presa era una schiappa, ricordato per diversi giorni ! Non c’ erano ancora i brik dei succhi di frutta o del thè; ci dissetavamo sempre alla fontanella e riprendevamo i giochi fino a calar del sole, stanchi e contenti tornavamo alle nostre case a continuare lo studio sui sussidiari scolastici o a completare i compiti estivi.
Poi come tutte le storie diventati più grandi lasciammo il nostro parco giochi.
Ora abito poco distante, ci passo spesso in via Roana, se vado verso levante faccio sempre una deviazione, con uno sguardo al giardino ora della Rosalia, arrivo al totem triangolare, vicino una sbarra chiude il campo quello lungo tra le case, ora è impraticabile al gioco: ha il fondo di pietrisco buono a sbucciare le ginocchia, pieno di erbacce, un posteggio con poche auto.
Il negozio del macellaio è chiuso da anni, sul triangolo ’totem’ non ci sono i ragazzi che lo scalano per le prove di iniziazione; e la fontanella solitaria non dà più acqua ormai da anni. Forse l’ insensibile gestore delle acque ha notato questo: non piu’ gioventù, chiusa in casa a giocare col computer/telefonino o in qualche scuola calcio o pallavolo, e non più bagni e sabbia da scrollare, oppure il tubo di alimentazione è rotto e introvabile. Sarà l’unica fontana chiusa in Pra’, proprio in questi tempi servirebbe ad alleviare il caldo e afa africani, ma Aldo, Loris, Dino, Piero, Mauro, Niclo Agostino Giuseppe, Luigi e Pinuccio le ragazze Misia, Donatrella e Mabel sono sempre presenti, viviamo nel raggio di decine di metri dalla fontanella, sempre nei paraggi. Daremo battaglia, non sanno che i ragazzi del Roana ex Pak Land sono pronti a una petizione o comitato: quello della ‘ Fontanella del Roana ex Park Land! ’
tra le carte comunali: MOZIONE N. 52 / 2025 del 20-08-2025
….Che in città sono presenti oltre 800 fontanelle, di cui almeno 250 chiuse negli ultimi due anni. Il Comune di Genova si fregia dell’Onorificenza di “Comune Plastic Free”; Il diritto di accesso all’acqua pubblica è un diritto naturale dell’uomo in quanto fonte insostituibile di vita. Che, viste le estati sempre più torride, quello dell’accesso all’acqua pubblica torna ad essere tema essenziale, in quanto diritto inalienabile della persona, siano essi turisti – che spesso finiscono per comprare acqua fresca negli esercizi commerciali con notevole impatto economico e ambientale, o cittadini, soprattutto considerate le fasce fragili, bambini e anziani, nonché per i padroni di cani che devono obbligatoriamente fornirsi di una bottiglia con l’acqua per sciacquare l’urina dei propri animali…..








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