La festa di San Giovanni Battista… de’ Genovesi 

Giuseppe Bruzzone 

La Liguria è una regione ricca di confraternite, da Ventimiglia a Sarzana all’oltregiogo, sono presenti circa 150 confraternite inclusa la nostra di S.M. Assunta di Pra’. Il 24 giugno l’ Arciconfraternita parteciperà in Genova alla festa di San Giovanni Battista Patrono della città, con due Cristi Processionali e con una squadra di ‘camalli’ portanti l’ Arca del Battista, un capolavoro realizzato in argento e argento dorato alla fine del Quattrocento, una delle oreficerie monumentali europee più grandi ed eccellenti che siano arrivate integre alla modernità, documento tipico del gotico internazionale.

L’ Arca dalla Cattedrale di San Lorenzo arriverà al mare del Porto Antico, dove l’ Arcivescovo Monsignore Marco Tasca impartirà la benedizione al mare e alla città.

Per l’ Arciconfraternita una preparazione alla processione del nostro Santo Patrono: San Pietro il prossimo 5 luglio

Lontano dalla nostra regione ho scoperto che esiste una confraternita di liguri nientemeno che a Roma.

Anni fà ho avuto modo di incontrare il signor Alberto Urbinati, una persona affabile, genovese trasferito per lavoro a Roma. Era il Superiore  temporale, l’ equivalente del nostro Supeiù de otoiu (Superiore di oratorio) della Confraternita di San Giovanni Battista…de’ Genovesi. situata dove?…Nella capitale d’ Italia. Mi raccontò una storia interessante che inizia a Roma nel tardo basso Medio Evo.

In Roma viveva un genovese della nobile famiglia dei Cicala; Meliaduce Cicala. Dopo aver ricoperto cariche pubbliche in Genova, si trasferì a Roma nel 1467 per seguire le attività commerciali familiari, fra le quali il trasporto dell’allume da Tolfa a Civitàvecchia e anche le attività bancarie; fu anche Tesoriere del Fisco Apostolico.
Senza figli alla sua morte (agosto 1481) lasciò erede di tutti i suoi beni (comprendenti, fra l’altro, case a Roma, e diversi castelli nella campagna della Sabina) la Camera Apostolica con l’obbligo di costruire, vicino al porto di Ripa Grande  sul Tevere, con la chiesa di San Giovanni Battista dè Genovesi un ospedale per i marinai genovesi e liguri malati o bisognosi di assistenza sbarcati dalle navi che scalavano a Roma.

Sì a quel tempo il fiume Tevere era navigabile fino a Roma.
Il testamento fu reso esecutivo da Papa Sisto IV, (savonese della famiglia  Della Rovere) nel gennaio 1482 e per l’ ubicazione del complesso fu scelto il sito attuale in Trastevere.

Fu costruito subito l’ospedale e dieci anni dopo la chiesa. Un’ isola di Liguria. Il complesso subì molte spoliazioni durante il Sacco di Roma nel 1527. Successivamente Papa Giulio III nel giugno 1553 istituì la Confraternita di S. Giovanni Battista de’ Genovesi in Roma, con il compito di amministrare le rendite dell’Istituto, che rilanciato per ben due secoli l’ospedale  fornì  assistenza medica non solo ai marinai genovesi, ma anche ai liguri, per estendersi poi ai marinai di altre regioni imbarcati su barche genovesi.

I confratelli indossarono il saio bianco e per insegna ebbero l’immagine di S. Giovanni Battista e l’emblema di Genova con la scritta  ‘Societas Genoensiu’.

Il complesso attraversò tutti gli avvenimenti della storia di Roma fino al bombardamento nel 1849 durante  l’assedio della Repubblica Romana, da parte dei francesi accorsi in aiuto al Papa, la chiesa venne danneggiata gravemente. Fu riparata per giungere ai nostri giorni.

All’interno del complesso vi è un bellissimo chiostro detto dei ‘melangoli’, realizzato nella seconda metà del XV secolo ed attribuito a Baccio Pontelli. ritenuto il più bel chiostro di epoca barocca a Roma. Il chiostro ai giorni nostri e stato sede del set  televisivo ‘ Speriamo che me la cavo…’ 

Il giorno del Santo Patrono è tradizione  invitare artisti da Genova che si esibiscono sul palco al fresco nel chiostro.

Nel 1559, il Senato della Repubblica di Genova concesse il diritto di Consolato, la Confraternita poteva esigere dai capitani di imbarcazioni battenti bandiera genovese, che approdavano a Ripa Grande, la somma di 60 Baiocchi. Un altro privilegio fu quello di papa Gregorio XIII nel 1576, che concesse alla Confraternita il diritto di liberare il 24 giugno festa del Patrono un condannato a morte di nazionalità genovese o ligure, esteso poi anche a favore di condannati di altre regioni.

Un’ altra iniziativa di carattere sociale, erano i lasciti delle nobili famiglie genovesi dei Chiesa, Giustiniani e Pallavicini per le doti di’ maritaggio’ delle giovani genovesi (almeno di origine), di umili origini.

E’ presente con a capo una Priora la Congregazione  femminile, avente come Patrona la Madonna della Misericordia di Savona, celebrata ogni anno il 18 Marzo. Attualmente la Confraternita si dedica all’assistenza di persone bisognose di origini genovesi e ligure residenti a Roma, al mantenimento del culto per i Confratelli, e ad attività sociali a favore degli abitanti di Trastevere.                                                  Presso la sede in via Anicia n°12 a Roma, vi è un Consultorio psicologico gratuito per giovani in condizione di disagio sociale.
Secondo lo Statuto in vigore, possono far parte della Confraternita tutti i Genovesi o discendenti di Genovesi, fino alla terza generazione inclusa, residenti in Roma.

La caratteristica della confraternita come il punto di riferimento dei liguri in Roma riprese vigore negli anni” 60” dello scorso secolo, quando furono trasferite ahimè le  compagnie petrolifere (Esso, Mobil, Shell)  che avevano sede a Genova. Uno di loro fu il noto marciatore olimpionico  Abdon Pamich

Si ebbe una migrazione di massa di lavoratori e delle loro famiglie che ripopolarono così la Confraternita, è tradizione tra loro una volta al mese dopo la messa domenicale un incontro conviviale davanti a un bel piatto di …’trenette al pesto’.

Proprio un‘ isola al profumo di basilico in mezzo al cacio e pepe di Trastevere. Alegri e Bon San Giovan Baciccia.

 

2 Comments

  1. Grazie Giuseppe per questo bellissimo articolo così ricco di storia e di aneddoti. D’ora in poi i lettori di SUPRA’TUTTO quando andranno a Roma avranno un altro siri storico da visitare.

  2. Un articolo ricco di storia e notizie Non conoscevo la presenza di quest enclave genovese a Roma…grazie Giuseppe per averne raccontato l affascinante origine!

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