Maurizio Barberis
Tra le numerose problematiche relative alla sempre più scarsa manutenzione di impianti e dotazioni pubbliche a Pra’ c’è quella relativa alle decine di pali con relativi cartelli stradali che periodicamente cadono a terra, praticamente da soli, o a fronte di minime sollecitazioni, tra l’altro con il serio rischio, finora fortunatamente solo sfiorato, di seri danni alle persone oltreché a mezzi che si trovassero a transitare nelle immediate vicinanze. Caso simbolico quello del palo/cartello di via Pra’, in corrispondenza del distributore di carburanti ENI, già segnalato come “n°30” su questo giornale nella rubrica “C’è da fare a Pra’ “ il 9 marzo 2026, naturalmente tutt’ora giacente a terra nel bel mezzo di un’aiuola e per il quale abbiamo ricevuto ulteriori lamentele da parte di Cittadini Praesi. Non serve certo essere ingegneri per capire che un palo così, alto 3,5/4 metri, non può rimanere stabile e sicuro se conficcato nel terreno solo per la lunghezza di un palmo, specie se assicurato con qualche “cazzuolata” di cemento, specie, come nel caso in esame, su terra. In altri comuni, anche limitrofi, il fenomeno è praticamente inesistente, e in quelli più virtuosi vengono conficcati al suolo, inghisati ben in profondità, canotti in acciaio con viti di fermo che consentono una semplice e rapida sostituzione del palo in caso di urto o incidente. Qui a Pra’, invece, si deve assistere alla continua caduta (e permanenza a terra abbandonati per mesi, se non per anni) di pali e segnali stradali, accumulando costi sia per l’inadeguato montaggio, sia per ulteriori rimontaggi che, in linea con il proverbio “errare è umano, sbagliare è diabolico”, vengono effettuati sempre con lo stesso, inefficace e insicuro, metodo, scaricando così incapacità e inefficienza comunal-municipale sui poveri cittadini, costretti a pagare tasse e imposte comunali tra le più alte in Italia per servizi tra i più bassi e scadenti. Così funzionano le cose nella “colonia comunal-municipale di Pra’ “.

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