Giuseppe Bruzzone
Ai Pianacci in via della Benedicta 14, da giovedì 11 giugno tre giornate di spettacoli tambureggianti ad ingresso gratuito all’interno del PalaCep.
Organizzati da l’Associazione Echo Art, realtà che da oltre trent’anni promuove il dialogo tra culture attraverso la musica e che ogni anno organizza il Festival del Mediterraneo, giunto alla sua trentacinquesima edizione, nell’ambito del progetto ‘The Coro, voci dal mondo delle periferie’ con ‘Pelli Popoli Percussioni’, ha portato ai Pianacci ritmi e tradizione provenienti da diversi continenti. Per tre giorni un luogo di incontro e condivisione Giovedi 11 il primo spettacolo al PalaCep del gruppo KyoShinDo con il possente suono dai taiko; i tamburi giapponesi. Il taiko è un antico tamburo suonato nelle zone rurali del Giappone dai contadini per ottenere buoni raccolti, dai monaci durante le cerimonie e la meditazione.
Il KyoShinDo è un collettivo di 10 musicisti; 6 donne e 4 uomini che praticano l’arte delle percussioni giapponesi taiko presso il KyoShinDo Taiko Dojo sulle alture dell’Appennino ligure alle capanne di Marcarolo fin dal 2004.
Il gruppo ha pubblicato il suo primo album “Echo of the Soul” per ARC Music nel 2020 e ha partecipato a numerosi eventi in Italia, come il Festival Musicale del Mediterraneo, e all’ estero in Giappone, Germania, Francia, nella penisola arabica e Malta. Costruttori degli strumenti che suonano, i tamburi del KyoShinDo sono autocostruiti a mano da antichi tronchi seguendo i metodi tradizionali dei maestri giapponesi .
I brani sono di propria composizione, il Taiko è anche musica da guardare; i tamburi sono suonati con la dinamicità e il rigore tipici delle arti giapponesi, uno spettacolo; come vedere 10 samurai in movimento sul palco.
Venerdi 12 sera, dall’ Asia all’ Africa, lo spettacolo della ‘Bach Yaye Family” gruppo di 8 musicisti originari di Senegal, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Mali e Guinea, diretti da Cheick Fall, uno spettacolo di grande qualità, quasi due ore ininterrotte di ritmi dei percussionisti africani, con la dolcezza della “Kora”(un elegante strumento a metà tra un’arpa ed un liuto, originario dell’Africa occidentale) e da un curioso ‘xilofono africano’ (realizzato con tasti in legno e ’zucche armoniche’), spettacolo che ha coinvolto anche i bambini presenti, in un intermezzo gioioso sulla pista con le maschere tribali, e con la performance di una signora del quartiere a nome Nina, invitata da Carlo Besana a salire sul palco per ballare con gli scatenati percussionisti… a festeggiare in anticipo il suo 82° compleanno.
Sabato 13, in Salento: i ritmi salentini delle Tarantelle e pizziche hanno chiuso la rassegna musicale ai Pianacci. Dopo le sonorità dei tamburi del Sol Levante e le suggestioni musicali africane, la rassegna “Pelli, Popoli, Percussioni’ si è conclusa al PalaCep con l’energia travolgente delle danze e dei ritmi della taranta salentina, la pizzica, una danza, che nata come curativa dalla puntura del ragno velenoso: la tarantola, è divenuta un rito.
Protagonisti la Famiglia Giannuzzi, cultori e custodi di una delle più autentiche espressioni musicali del Salento, due uomini e due donne suonatori poliedrici di tamburi, chitarra, violino e fisarmonica per uno spettacolo carico di energia e coinvolgimento. La danzatrice salentina scesa dal palco ha trascinato il pubblico bambini compresi ai passi della taranta in girotondi e trenini compresa la signora Nina, Carlo Besana a sorpresa le ha fatto cantare gli auguri di compleanno, 82 anni, da tutti gli spettatori, un coro collettivo, guidato dal palco dai Giannuzzi ! Una bella sorpresa, anche la distribuzione dei tamburi al pubblico che ha potuto provare gli strumenti salentini. ‘Pelli, popoli, percussioni’, promosso ed organizzato dall’Associazione Culturale Echo Art, è uno dei progetti vincitori dell’avviso pubblico per l’assegnazione di contributi a sostegno di attività di spettacoli dal vivo destinati ad assicurare l’inclusione sociale, il riequilibrio territoriale e la tutela occupazionale, nonché a valorizzare il patrimonio culturale attraverso le arti performative da realizzarsi nelle aree periferiche della città di Genova.
Grazie al consorzio Pianacci, che apre a queste belle iniziative; tre spettacoli internazionali a Pra’ al Palacep per il quartiere e per i genovesi, un incontro di espressioni artistiche diverse: dal Giappone al Salento passando per l’ Africa Centrale, performance artistiche che è raro vedere nelle strutture del ponente, luoghi che meritano di ospitare spettacoli di livello.
Il pubblico, più di un centinaio a sera è uscito contento dalla tensostruttura a passo di danza con in testa un mix di suoni giapponesi, africani e del nostro Salento, da replicare!




Un grande complesso, sentiti a Torino in occasione di una festa del Sol Levante. Quando faccio qualche serata di musica, specie sulla spiaggia inizio con un loro motivo. Aprono l’animo per un buon inizio. Bene Giuse che ne parli; sono musicisti di nicchia che meritano di essere conosciuti, tutti e tre.