Maurizio Barberis
il pittore Donato Altumura nasce a Prà nel 1927 in una famiglia dove l’arte è apprezzata, la madre è un’ottima cantante lirica, ma non le è concesso di proporsi sulle scene, quindi la scelta di Donato di iscriversi al Liceo Artistico Barabino è, da lei, accolta con grande entusiasmo, una sorta di riscatto.
Donato si diploma nel 1946 e si iscrive all’Accademia Liguistica di Belle Arti, unico punto di riferimento artistico di una certa rilevanza in città, e si diploma nel 1950.
All’inizio la sua attività predilige quella scultorea, dove utilizza tutti i materiali, dal marmo al bronzo, per poi abbandonarla quasi del tutto per dedicarsi a tempo pieno alla pittura.
Nel frattempo ha iniziato ad esporre le sue opere, la sua prima avviene nel 1942 alla “Mostra artistica del tempo di guerra” organizzata dal Dopolavoro Internazionale Ansaldo-Siac, tenuta a Sampierdarena e il suo quadro “Gli eroi di Bir el Gobi” viene premiato.
Dal suo studio di Via Fusinato, legato profondamente a Prà, ne ha riportato su tela molti scorci,
“Neve sui tetti di Prà” olio su tavola del 1939, “Tetti di Prà” olio su tavola del 1940, “Sulle alture di Prà” olio su cartone del 1942,”San Pietro in Prà olio su tavola del 1942 (esposto alla Proletaria di Genova del 1948) e molti altri.
Nel suo primo periodo artistico i soggetti più ricorrenti sono le marine e il litorale di Prà, i passaggi dell’entroterra e le scene di vita quotidiana.
Gli anni ’60 e ’ 70 coincidono con il periodo di maggiore attività artistica, partecipa a innumerevoli esposizioni in tutta Italia venendo premiato in molti concorsi internazionali.
La sua è sempre stata una pittura dove il colore è l’elemento principale.
I soggetti dei suoi quadri diventano sempre più un pretesto per esprimere la sua ricca tavolozza, fino ad arrivare ad una pittura che trova una perfetta combinazione tra forma astratta e figurazione, una sintesi tra le 2 anime che in quegli anni dividono l’arte italiana.
Negli anni ‘80 la sua produzione subisce una brusca interruzione, una grave malattia lo colpisce nel 1982, limitando progressivamente la capacità operativa.
Muore nel 2011 nela sua casa di Via Porrata.
Oggi i suoi lavori sono esposti in diversi musei, mostre e collezioni private ed è studiata come esempio di ricerca personale, lontana dalle mode dominanti, ma profondamente radicata nel territorio.
Nel 2027 ricorreranno i cento anni dalla sua nascita. Sarebbe auspicabile che l’amministrazione municipale, di fronte a questo così importante figlio del territorio, ne onorasse degnamente la memoria.






Un grande artista che ci onoriamo di avere come conterraneo. È stato anche un bravissimo professore, capace di suscitare nei suoi allievi l’amore per l’arte e il piacere di sperimentare varie tecniche pittoriche. È doveroso ricordarlo nel centenario della sua nascita.