Maurizio Barberis
Un legame profondo con il territorio che si trasforma in un gesto concreto per la comunità.
A Pra’, al momento del restauro della cappellina di Nostra Signora della Guardia in Via Sapello questa si arricchì di un contributo d’eccellenza: un sedile, una panca e un leggio interamente realizzati in ardesia, donati dalla famiglia Crocco.
Dietro questo gesto c’è una storia d’impresa e di passione nata 36 anni fa. All’epoca Giovanni Crocco, giovane architetto impiegato in un’azienda lapidea, si trovò a un bivio insieme a un collega a seguito della scomparsa del titolare: rilevare l’attività o ricominciare da zero. La scelta di rilevare la società diede vita a Intermarmi, realtà diventata negli anni un punto di riferimento nella lavorazione di marmo, granito e ardesia per l’architettura e il restauro (con firme su palazzi storici, stazioni metropolitane e il terminal crociere).
Oggi l’azienda è guidata da Simone Crocco, subentrato al padre Giovanni, affiancato dalla madre Lella. Una famiglia radicata a Pra’ che ha voluto restituire valore al proprio quartiere sostenendo la valorizzazione della cappellina afferente alla parrocchia di Nostra Signora dell’Assunta.
L’uso dell’ardesia per gli arredi non è casuale: unisce la tradizione artigianale ligustica alla maestria di chi, con la pietra, lavora da una vita.
Un piccolo grande tassello di bellezza restituito alla cittadinanza, in attesa di riscoprire presto l’intera storia di questo patrimonio locale.

Uuna notizia molto interessante, non sapevo della presenza della ditta Intermarmi e della donazione fatta alla Cappella dell’Assunta in Sapello. Un dono sobrio ma che dà risalto alla zona dell’ altare. Grazie alla famiglia Crocco che tiene alta la lavorazione dell’ardesia: una tradizione che distingue la Liguria in campo internazionale.