Dai ragazzi del Gruppo Abele alla Promozione: i 55 anni di una leggenda nata all’ombra del campanile

Enrico Calcagno 

Sembra ieri, eppure sono passati cinquantacinque anni. Oltre mezzo secolo di sentimenti, fatiche, rinascite e soddisfazioni, sempre affrontati con lo stesso identico entusiasmo del primo giorno. Per capire la grandezza della realtà sportiva odierna, bisogna fare un salto indietro nel tempo fino al 1971, nel sestiere di Pra’: Palmaro. Nella piazza del quartiere, all’ombra della Parrocchia dell’Assunta, operava il Gruppo Abele guidato da Don Luigi Ciotti. L’obiettivo era nobile e chiaro: offrire sostegno e riscatto ai ragazzi considerati “disadattati” o fuori dagli schemi sociali dell’epoca.
L’idea di avviare un’attività sportiva nacque proprio come stimolo e alternativa alle tentazioni della strada. Si cominciò con una piccola squadra di calcio dalle maglie rossoverdi, capace di attirare molti più giovani del previsto. All’epoca vincere non contava nulla, contava solo esserci: le sconfitte sul campo erano la norma, soprattutto in un territorio dominato da colossi come la Pra’ Folgore e l’Edera Pra Palmaro, ma lo spirito era d’acciaio.
L’espansione, il ciclismo e gli spettacoli al cinema
Da quella prima scommessa nel campionato del Centro Sportivo Italiano è successo di tutto. Negli anni la società è cresciuta, ha cambiato sedi e ha visto moltiplicarsi i tesserati e le discipline. Non solo calcio, ma anche tennis da tavolo, ginnastica e una sezione di ciclismo capace di organizzare gare giovanili ufficiali sul circuito cittadino di Pra’.
Il club è diventato rapidamente il motore culturale e sociale della delegazione: si organizzavano tornei internazionali con l’Olimpic, trasferte all’estero, iniziative benefiche e persino un periodico mensile stampato con il ciclostile della parrocchia. Storici restano gli spettacoli annuali all’ex Cinema del Sestiere, serate di premiazione che vedevano la partecipazione di artisti famosi e che univano l’intera comunità.
Il presente: la Promozione e la rinascita del Branega
Oggi quella realtà nata dal sociale è diventata una delle grandi certezze dello sport genovese. I risultati sul campo hanno premiato la costanza del club: la Prima Squadra ha conquistato una storica promozione nel campionato di Promozione, mentre il settore giovanile continua a mietere successi ovunque, sfornando talenti regolarmente convocati nelle rappresentative provinciali e regionali.
Il legame con il territorio resta fortissimo ed è testimoniato da simboli concreti. Il Campo Sportivo Branega, strappato a anni di abbandono e riportato a nuova vita, il campetto F. Ratto e la sede sociale situata nell’area della Coop di Pra’. A coronare questo successo c’è la celebre Maratona del Pesto, un evento che ogni anno richiama decine di squadre da tutta Genova e da fuori regione.
Riassumere 55 anni di storia non è facile, ma la memoria del club è solida e supportata da un archivio immenso fatto di foto, lettere e documenti. Una storia straordinaria che non ha alcuna intenzione di fermarsi.

1 Comment

  1. Grazie,Enrico Calcagno,per questo articolo, grazie per i bellissimi ricordi, grazie per aver ricordato questo percorso di amicizia, solidarietà e sport. Un percorso che prosegue con sempre rinnovato entusiasmo.

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