Da Marzo 2026, strane strutture ‘siderali’ a Pra’ 

Giuseppe Bruzzone 

Nel levante di Pra’ nel sestiere della Foce lato ‘mare’ alla fine di marzo presso il parcheggio con inclusa la stazione di sosta biciclette, i praesi da e per la fermata ferroviaria (non si dice stazione !) notano uno strano scenario. Passando sembra di essere su un set cinematografico della serie ‘disastri nello spazio’ alla ‘Guerre Stellari’, forse un’ astronave in una notte buia coperta dai fuochi artificiali (sulla fascia verso mezzanotte ogni tanto li sparano) ha scaricato della zavorra spaziale: diversi cassoni metallici, reti arancioni. anche una cabina forse un gabinetto chimico degli occupanti l’ astronave,( il container radioattivo lo abbiamo già avuto) L’impatto ha scavato dei solchi precisi come cunicoli da cui spuntano neri tubi flessibili minacciosi. Sulla recinzione compare sul lato di levante (il più disagiato alla lettura per i passanti) un cartello scritto forse da un amanuense siderale. Una task force di traduttori allievi di Peter Kolosimo (noto scrittore di civiltà extraterrestri ) convocati dai dubbiosi praesi ha decifrato con difficoltà che l’ ammasso di rifiuti spaziali con le sigle MT/BT appartiene a un linguaggio da cabine elettriche, sospettando che forse contengono dei trasformatori di grande potenza generatori dei temibili campi magnetici. Sono un dono dei marziani che vogliono dare ai praesi sulla fascia di rispetto/dispetto apparecchiature moderne e che daranno più lustro alla zona dei lavori del POR Pra’ Marina? Un perito elettrotecnico praese di scuola Galileo Galilei (grande fucina di periti) ha chiesto in merito alla temibile OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) la quale suggerisce di ridurre l’ esposizione della popolazione ai MT/BT, mettendo in dubbio che forse le apparecchiature devono essere installate secondo delle distanze di sicurezza appropriate. Ma forse non servono in questa zona, dove i praesi transitano rapidi sui marciapiedi da o per la fermata ferroviaria, come pure i pochi ciclisti che sfrecciano veloci lungo la stretta striscia rossa della pista ciclabile. Sul cartello non è specificato il servizio per cui i praesi passando nelle vicinanze dicono la loro non avendo avuto neppure chiari messaggi dalla sede centrale del Comune di Giano bifronte. C’è chi pensa a una cabinovia che collegherà la fermata ferroviaria ai piani di Pra’, emula della Rapallo – Montallegro, chi ipotizza che il prossimo inverno verranno delle nuove giostre stile Gardaland, chi visto che siamo nel sestiere della Foce, a un insediamento simile al nuovo Uoterfrontmooll alla foce del Bisagno, anche a una nuova linea di alimentazione elettrica a supporto degli impianti di ‘cold ironing’ installati lungo le banchine nel porto di Pra’ (ahimè non ancora utilizzate dalle navi portacontainer), in ultimo per un mega parcheggio, ma solo per auto elettriche; necessario a incentivare il mercato in declino. Un turbillon di ipotesi; noi all’estremità di ponente del Comune di Giano bifronte da marzo attendiamo un messaggero con grida che dipani tutte queste ipotesi anche per le nostre giunte municipali; la precedente e l’ attuale, pare tenute all’oscuro dell’ origine di questo regalo.

Ma a metà maggio ci hanno pensato degli operai montatori; hanno cominciato a installare colonnine per ricariche auto elettriche con tanto di cartello ben in vista che specifica i lavori del valore di 200mila euro. Mistero svelato! Intanto al momento mancano una ventina di parcheggi, per la contentezza dei praesi, voltresi, pegliesi, melesi e arenzanesi che già di prima mattina girano nel parcheggio di interscambio a contendersi i posti con gli occhi fuori dalle orbite imprecando in aramaico. Qualcuno arriva anche in ritardo al lavoro, rimettendoci ore di ferie. Alcuni nonostante le due colonnine vuote installate anni fa vicino al parcheggio-sosta biciclette, visto il regalo stanno già pensando all’acquisto di auto elettriche chiedendo preventivi. A Pra’ sulla fascia di rispetto non ci fanno mancare proprio di nulla: l’ astronave siderale nella notte buia ha lasciato anche un cumulo di detriti all’amianto! Protetti ora da un telone con targa scritta ‘Attenzione contiene amianto‘… per non lasciarlo alla mercè di cinghiali e gabbiani. Intanto i lavori sono sospesi; sarà meglio una bonifica, lì sì con addetti vestiti da marziani. Dopo questa forse potrà partire a levante nel sestiere di Longarello la bonifica del tetto in amianto del capannone ‘Tempofosco’. Ma questa è un’ altra storia.

4 Comments

  1. È brutto, molto brutto che nessuno sappia niente di questa nuova “opera” calata dall’altro. In pratica hanno deciso (qualcuno sicuramente lo ha deciso) di sottrarre un pezzo di Piazzale e di parcheggio dei Praesi per realizzare un DISTRIBUTORE di “carburante” per le auto elettriche, nonostante ce ne siano già altri in zona, sua poco più avanti, sia in Piazza Sciesa. Tra l’altro non ho mai visto nessuna auto elettrica ferma lì ad alimentarsi. E allora perché sottrarre spazio prezioso per qualcosa che magari non sarà neanche utilizzato? PERCHÉ nessuno “in alto” ne sa niente? E adesso come la mettiamo con l’amianto lasciato lì, seppure coperto da un telo, all’aperto, in una zona molto ventilata? Ultimamente a Pra’ siamo SEMPRE più sudditi e sempre meno cittadini….vedi ad esempio il cancello chiuso della Passeggiata, chiuso senza nessun cartello che ne spieghi il motivo…. È avvilente…

  2. Considerato che è stata accertata la presenza di amianto e richiamato il Decreto Legislativo del 31 dicembre 2025 (in vigore dal 24 gennaio 2026), il quale stabilisce “l’obbligo tassativo di accertarsi dell’eventuale presenza di materiali contenenti amianto prima dell’inizio di qualsiasi lavoro, e non a scavi già aperti”, si evidenzia la palese violazione di tale disposizione.
    Pertanto, sarà opportuno e d’obbligo che gli organi competenti,di attivino per individuare le precise responsabilità in merito alla mancata sospensione del cantiere da parte dei soggetti tenuti alla vigilanza e alla direzione dei lavori.

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